di Giulia Balzerani
“ Il Corriere - Roma 12 aprile 2007
La Duree, per molti questo nome significa poco, per chi invece non riesce a stare lontano da una pasticceria per più di ventiquattro ore questo nome evoca sensazioni sublimi assimilabili forse solo all’estasi. Basta entrare al numero 75 di Champs Elysees per iniziare un’esperienza difficilmente ripetibile in altri luoghi; avvolti nei colori pastello del verde e del rosa pallido delle pareti, ci si stordisce subito di profumi intensi come la vaniglia, la mandorla e il cioccolato. Ogni particolare dell’arredamento e’ studiato in modo maniacale tanto da sembrare quasi casuale, il personale accoglie ogni ospite sorridendo e mostrando una gentilezza e un garbo che non sono propriamente parigini. Ma e’ il primo morso ad un “macarron “ che fa subito pensare a come si possa aver vissuto una vita senza questi croccanti tondini ripieni di una crema soffice e vellutata aromatizzata alla fragola, alla gianduia e a tutti gusti che la mente umana possa immaginare. Potrebbero essere impiegati come antidepressivi, o chissà magari come possibile arma di ricatto.
Dopo averli provati, anche solo una volta,non c’e’ possibilità di sopravvivere senza rimanerne in ostaggio, completamente incapaci di resistere. Tracey Windham,californiana, otto anni a Parigi trascorsi proprio alla pasticceria La Duree e poi Roma. Se vivete nella capitale o siete di passaggio non potrete non fermarvi anche solo per un minuto nel luogo che la nostra
Tracey ha creato . Le mie parole sembreranno anche un po’ fuori luogo o riduttive perché ciò che si vede, ascolta, tocca, inspira e assapora non è descrivibile. I cinque sensi si risvegliano e si animano contemporaneamente come poche volte accade nella vita di tutti i giorni.
Giulia Balzerani”
Mi sono sempre chiesta cosa l’avesse spinto Tracey a venire qui, e nonostante ci frequentiamo ormai da tempo la sua risposta è sempre la stessa “ Io amo l’Italia, il sole, il cibo e il vino …”.
Dietro questa banalità si nasconde invece una persona tutt’altro che convenzionale. Tracey non è una da luoghi comuni, ha un grande senso dell’umorismo ed è una grande osservatrice. Non ho ancora capito se ha scelto di essere una pasticciera per poter guardare le persone e carpirne le stranezze o se questa sua dote sia una conseguenza del suo lavoro.
“ Ventisei euro ! Lo sai per te c’è sempre sconto !” Mi porge la busta trasparente contenente una scatola di “macarrones”, e sorride. “Grazie, ma non sono per me, devo portarli in redazione, così mi metti in imbarazzo”. “Dunque torta alla mandorla, giusto? Ecco è già confezionata” E’ già alle prese con un altro cliente, non ha tempo per le mie formalità, “Cosa fai ancora lì, farai tardi, e poi sta per arrivare Maddalena, ti piace così tanto incontrarla? “ “ Si certo adesso vado, è che …” “ Allora ciao cara a presto”. Effettivamente non ho alcuna intenzione di incrociare anche solo per un istante Maddalena, la cosa mi disturba e poi rovinerebbe il resto della mia giornata. Maddalena è una persona sgradevole e ingannevole.
Il suo nome evoca vicende evangeliche, Maddalena, nell’immaginario collettivo
è Maria Maddalena, la prostituta penitente e generosa al cospetto di nostro Signore. Questa qui invece è solo una gran truffaldina, decisamente brutta quanto astuta. Una che zitta zitta ha cercato di rubarmi il fidanzato e a dire il vero ci è riuscita! Non sopporto che lei venga a comprare dolci da Tracey, del resto è pur sempre un guadagno per la pasticceria, ma almeno, se posso cerco di non incontrarla. “C’è più gusto a prender soldi da chi è odioso !” Tracey dice sempre così ogni volta che un cliente antipatico fa visita al suo negozio. “Non mi piace quella donna, ha sguardo cattivo e conta sempre soldi che ha in portafoglio, non mi piace gente che conta soldi!” Non lo avevo mai notato, Tracey si. Conosco Maddalena da qualche anno, oltre a rubare gli uomini altrui, la gentile figliola lavora in una società internazionale che si occupa di comunicazione politica, in pratica organizza campagne elettorali, comizi e tutto ciò che serve ad un politico per dare una buona immagine di sé. E’ stata per molti anni fidanzata, casualmente con il più stretto collaboratore di un ministro, e non un ministro qualunque, un ministro dell’interno, uno di quelli che non solo gestisce il potere, ma come dire … è il potere. Forse avrei dovuto cogliere nelle poche parole di Tracey, una preoccupazione, un segnale, invece non ho mai visto in Maddalena un pericolo. Del resto se anche ne avessi capito le intenzioni non sarei riuscita a fermarla.
“Io ti ho avvisato mia cara, adesso tu non puoi lamentare”. L’italiano di Tracey
è ancora un po’ incompiuto, ma riesce a compensare perfettamente le sue
lacune linguistiche con il suo acume, la sua lucidità.
Tempo fa mi sono invaghita di un cliente. Credo abbia quarant’anni o forse meno, attraente, molto attraente, capelli in disordine, barba corta e un po’ incolta. Qualche ruga accennata intorno agli occhi, sguardo curioso e labbra carnose. Alto, fisico robusto e ben definito, decisamente virile.
“François è uomo con cui ogni donna vorrebbe avere avventura, di un giorno o una settimana non importa.” Tracey non sbaglia, è lapidaria, ma non sbaglia mai. “Stringi la sua mano ed il primo pensiero è …si proprio quello, solo quello!”. Devo ammettere che dopo una conoscenza superficiale di François, il suo stile di vita risulta sconclusionato ma divertente e se si sta attraversando una di quelle fasi della vita un po’ complicate, è il miglior intrattenimento che si possa desiderare. Domenica mattina sveglia alle 7 per essere alle 8 al mercato delle pulci a rovistare in mezzo alle bancarelle, obiettivo : trovare una vecchia bici da risistemare; venerdì sera rientro a casa alle 21 per ospitare una musicista asiatica di passaggio in città; giovedì cena etnica preparata da amici iraniani; sabato mattina allenamenti per un torneo di ping pong organizzato dall’associazione rifugiati politici del Kurdistan.
Ecco perché nessuna donna prenderebbe mai in considerazione anche solo l’idea di poter avere una relazione duratura con un tipo del genere. “François, innamorato di se, ma buono!” Ripete sempre Tracey ogni volta che lo vede uscire dal negozio passandosi la mano fra i capelli.
Riesce a sedurre con un sorriso, il suo odore acre di sapone ecologico accentua il suo fascino al punto che i suoi terribili calzini bianchi, indossati con disinvoltura, non si notano più. Ma l’iride verde scuro dei suoi occhi sornioni c’è qualcosa, un’ombra, una patina: la frustrazione di voler essere altro. Incarnare il desiderio sessuale del genere femminile vario è senz’altro eccitante per chi come lui è stato, forse anche involontariamente, brutto anatroccolo timido e maldestro. Alla lunga però subentra la noia, ogni situazione, anche la più maliziosa, sembra uguale all’altra, l’adrenalina comincia a scemare, ecco che anche una sedicente soubrette, incontrata in pasticceria e armata delle peggiori intenzioni, diventa solo una seccatura. “Passerà, e tu noterai di nuovo orribili calzini bianchi !” Tracey,come sempre, ancora una volta, non sbaglia mai, a volte mi chiedo come faccia ad essere così rassicurante senza perdersi in chiacchiere.
Anche quando Gianluigi mi ha lasciato è bastato che lei mi dicesse “ Mia cara, tutti e due avete follia in vostra testa, ma questo non basta in relazione”.
E’ vero Gianluigi, il mio ex fidanzato è un po’ strano, contorto, folle, si
soprattutto folle. I suoi ragionamenti mi hanno sempre affascinato perché
assurdi. Direi senza dubbio che la pazzia latente caratterizza entrambi e
ha tenuto in piedi il nostro rapporto. Stare insieme ha significato per lo più condividere pensieri senza alcun senso, come interrogarsi sulla riproduzione delle quaglie. Gianluigi soffre, si occupa di politica anche lui, senza grandi glorie o successi, vorrebbe essere come suo padre, ma non ne ha il carattere, il carisma, la competenza e soprattutto non sa osare. Insomma in una parola è un frustrato. Tracey dice che si vede dai dolci che sceglie “Lei compra solo quello che piace a suo padre” lo rimprovera ogni volta “ Dovrebbe comprare anche altro, anche solo per fare prova, no?” “Non morirà certo avvelenato ! ” Rincarando la dose e alludendo alle sue fobie paranoiche.
Sono nel mio letto, non sono sveglia, ma sento un rumore. Cos’è questo rumore? Saranno le cinque del mattino o forse le sei, è il mio telefono, non ne sono sicura ma assomiglia al mio telefono, non ce la faccio a rispondere non … “ Giulia, tu conosci avvocato? Tu conosci tanti avvocati! Io ho bisogno di avvocato!” “Pronto ?” Ma che succede, chi è che mi sta parlando, mi sforzo di dire qualcosa ma proprio non riesco.
“ Avvelenato? Quando ? Come è successo? Com’è possibile che nessuno mi
abbia avvisato ?” la parola avvelenato mi fa letteralmente esplodere. “ Ti
avviso io, mia cara, e ora ho tanti guai oltre a polizia che sta mettendo tutto
sotto sopra. Quando puoi, ti prego passa qui, ora devo andare.” “Tracey aspetta, dimmi almeno..” Tracey ha già riagganciato ed io sono sbalordita, in piedi, in pigiama davanti alla porta del bagno. Dovrei fare qualcosa, ma resto immobile, forse sto ancora dormendo e questo è solo un brutto sogno, si dice così nei migliori film. Invece sembrerebbe proprio tutto vero. Il padre del mio ex fidanzato è morto avvelenato, il ministro è morto avvelenato; non è possibile, deve essere un equivoco, si Tracey deve aver capito male, magari sono solo i Nas che stanno effettuando un controllo all’interno del negozio, lei non conosce le leggi italiane e ha preso un abbaglio. E poi se il padre di Gianluigi fosse stato davvero avvelenato ne avrebbero parlato in televisione, alla radio, di certo non lo sarebbero andato a dire a Tracey. Ma io non ho ancora acceso la radio, e neanche la televisione, sono le nove e un quarto, questa mattina non devo andare in redazione e sono stata svegliata dalla telefonata di una pasticcera in preda al panico.
Non ci posso … “Non si conoscono ancora le cause dell’avvelenamento. Gli inquirenti sono già su una possibile pista internazionale. Sciopero dei treni dalle 14 alle 18 indetto dai sindacati per il rinnovo …” E’ vero ! Allora è tutto vero, questa è la mia radio appena accesa e perfettamente funzionante !! Non ho tempo di aggiustarmi i capelli o di scegliere i vestiti giusti devo correre Tracey. “Te l’avevo detto che avevo polizia in negozio, Giulia ti prego!” Tracey
non mi chiama mai per nome “Scusate posso chiedervi dove state portando la
signora Whindam? “ chiedo con tono gentile ai due poliziotti che la stanno
scortando in una macchina. “Scusate è possibile venire con voi?” insisto nonostante mi stiano ignorando “Lei è una parente? Una familiare? Stiamo andando in questura ma …” “Aspetti, aspetti come in questura ? In via Genova? Mi sta dicendo che avete arrestato la mia amica? E quale sarebbe il capo d’imputazione?” “Adesso non c’è tempo per rispondere signora, ci scusi ma dobbiamo proprio andare”. Ma è orribile stanno spingendo Tracey in quella macchina come se fosse un’assassina e io non posso impedirlo “ Guardi che io sono una giornalista !” “ Si, si signora , buona giornata !” Ma come si permette questo qui, fanno bene a chiamarli sbirri, maledetti, dovevo essere più risoluta, dovevo usare una di quelle frasi “Lei non sa chi sono io ! “ oppure “Lei non sa cosa sta facendo”. Il risultato è che loro stanno andando via sgommando, con quel fare da aspiranti poliziotti americani, io mi accorgo solo ora dei sigilli che bloccano l’entrata del negozio. Non mi resta che andare in redazione, cinque minuti e sono lì, forse riuscirò a saperne di più.
“Buongiorno Giulia, ma non eri in ferie?” “ Si, si infatti, ma poco più di un’ora
fa’ ho ricevuto una telefonata da Tracey” “La pasticciera??” “ Sì era disperata continuava a dirmi che il ministro Lughi è morto, è stato avvelenato e che la polizia stava setacciando il suo negozio. Io non posso chiamare Gianluigi, sai che Maddalena gli ha fatto cambiare tutti i numeri di telefono, non posso neanche chiamare a casa, insomma, volevo cercare di capire che è successo ma…” Letizia la mia collega sembra sapere già tutto di questa storia ed è così dannatamente calma, mentre io sto quasi per vomitare “ Beh si la notizia ovviamente è arrivata ovunque, però sai quando si tratta di personaggi così in vista, non fanno trapelare nulla, le prime agenzie parlano di piste internazionali, potrebbero essere i libici, dopo quell’accordo è scoppiato un gran caos, gli aggiornamenti comunque arrivano un po’ alla spicciolata, nulla di definitivo per ora, tu piuttosto ? Sei sicura di stare bene?” “ No, Letizia, sono completamente stordita, mi sono precipitata in pasticceria, non so neanche bene perché, ho assistito all’arresto di Tracey e …” “Io l’ho sempre detto che quella era strana! Io l’ho sempre detto e venitemi a dire che non è vero! ” Mario si occupa di cronaca, è un bravo giornalista, lo stimo, però a volte ha delle ossessioni, una delle sue ossessioni è Tracey “ Ecco qui! ” sventola un’agenzia appena stampata “Altro che pista internazionale, e l’accordo con i libici !! Lughi è stato avvelenato dalla tua amica pasticciera !!!”
La mia amica pasticciera è un assassina, sta dicendo che Tracey è un assassina “Ma non ci sono ancora prove e poi che motivo avrebbe avuto Tracey per fare una cosa simile, ci deve essere una spiegazione a tutto questo! ” “Giulia tu sei troppo ingenua e ti fidi troppo delle persone !”
Si io sono ingenua, ho trentasette anni e ancora non ho imparato a misurare la fiducia, in genere mi fido di chiunque. Ho scritto di politica per un po’ ma ho smesso proprio quando ho conosciuto Gianluigi, non volevo che si dicesse in giro che avessi informatori speciali o corsie preferenziali. Tutti i giornalisti hanno delle corsie preferenziali, ma la mia sarebbe stata troppo ingombrante e tutto ciò che è ingombrante non fa per me. Non avrei accettato di essere sulla bocca di tutti solo per essere la fidanzata del figlio ministro. Adesso scrivo di cose futili, credo di saperlo fare bene, anzi credo proprio che siano in pochi a starmi dietro. Non ho rimpianti, la mia professionalità non è mai stata messa in discussione e soprattutto l’universo dell’inutile mi aiuta a vivere con più leggerezza. “Magari si è suicidato perché non sopportava più la moglie!” “Giulia, per favore ! Sii seria ! ” Ecco la leggerezza mi permette di dissacrare qualsiasi cosa e di accettare il bene e il male in ogni situazione. “Ma io sono seria, perché vi sembra così surreale? La signora Lughi sa essere insopportabile a volte, direi anche spesso!” Il telefono squilla, adesso comincerà il tormento delle chiamate. “Pronto? Si.. si si sono io, come scusi ? Ma non penserà mica … si ho capito… può ripetermi l’indirizzo per cortesia?
Certo grazie. Ah scusi di chi devo chiedere? Come ? Berti ? Si, Berti va bene.”
“Chi era? Hai una faccia …” “Devo andare in questura, stanno convocando tutti
i clienti della pasticceria o almeno quelli che ieri sono passati di lì, sono
perplessa, mi hanno detto che si tratta di una formalità, magari ci sentiamo più
tardi” La Questura non è un bel posto, sebbene ci siano posti peggiori, in fondo
è come un ministero con degli impiegati, anche se la maggior parte indossa
una pistola o la tiene nel cassetto. E’ un edificio vecchio e un po’ decadente, nel centro della città. Quando ero bambina pensavo che i poliziotti mi avrebbero protetto da qualsiasi cosa anche dalla morte, forse avrei dovuto fare una gita scolastica in questura per capire che non era proprio così. “Buongiorno cercavo il sig Berti, dovrebbe essere in questa … zona” “ Il commissario Berti, si arriva subito si accomodi, lei è ?” “ Giulia Balzerani, mi avete chiamato …” “Si si accomodi” “Ah ecco la nostra giornalista, l’aspettavamo, buongiorno sono Berti, ero davvero curioso di conoscerla” “ E perché mai?” “ Beh perché lei sembra essere molto legata a questa vicenda, chissà che non possa aiutarci” “ Come scusi?” Quest’individuo semicalvo con i baffi sta dando dell’assassina anche a me, o magari della complice, ma come sono finita in questa storia, continuo a chiedermelo. “Dunque lei oltre ad essere una ex giornalista politica, è anche la ex fidanzata di Gianluigi Lughi,il figlio della vittima, ma è anche una della più care amiche di Tracey Windham, e ieri ovviamente ha frequentato la
pasticceria, ci sono molte coincidenze non le pare?” “ Senta commissario, non
so a cosa lei voglia alludere, ma io queste coincidenze strane non le colgo; sì,
conosco da tempo Tracey, diciamo pure che in parte ho scoperto il suo
talento, le ho dato il mio supporto nell’apertura del negozio, e ovviamente le ho presentato il mio ex fidanzato che è diventato insieme alla sua famiglia un
cliente affezionato. E’ una persona speciale, la sua pasticceria è un luogo speciale, ci si va per comprare dolci, per fare incontri di ogni tipo, per chiacchierare, per sentire odori e profumi, per sentirsi in pace con il mondo. Le sembro esagerata?
E’ la verità. Chieda a tutti quelli che frequentano quel posto, le risponderanno nello stesso modo. Questa mattina Tracey mi ha chiamato, era sconvolta, fuori di se, mi ha chiesto aiuto perché qui a Roma sono una delle persone su cui può contare. Aveva bisogno di un avvocato e mi ha detto che il ministro Lughi era morto avvelenato. Ha riagganciato subito, non so dirle altro.” “Mmmh lei ha notato qualcosa di strano negli ultimi giorni? Per caso la signora Windham aveva qualche turbamento?” “No commissario, Tracey non è mai strana, e non si lascia turbare da nulla, è questo il segreto del suo successo e sentirla così ... così agitata al telefono mi ha preoccupato, mi ha addirittura chiamato per nome, non lo ha mai fatto prima. Ma lei forse non può capire le cose che dico. Posso chiederle almeno come sta? Dove si trova ? Può ricevere visite?” “Si le confermo che la signora Windham si trova in uno stato che potrei definire confusionale, purtroppo al momento può vedere solo il suo avvocato. Immagino che sia un avvocato di sua conoscenza perché il nome era in un sms inviato da lei questa mattina” “ Cosa dovevo fare? Lasciarla sola? In un momento simile? Lei cosa avrebbe fatto al mio posto?” “No non mi fraintenda non volevo …” Aggiunge Berti con un tono di voce più morbido, forse sta modificando il suo atteggiamento, forse non è più così sicuro delle sue teorie accusatorie. “Commissario, mi scusi c’è il signor Reverie, dice che..”
“Oh si prego, si accomodi la signora stava per l’appunto… ” “ François, ciao, anche tu .. cioè hanno chiamato anche te?” Non mi aspettavo di incontrarlo “ Si ciao, ma tu … e Tracey ? Hai notizie di Tracey ?” Sembra realmente preoccupato, che per un attimo si sia sgonfiato il suo ego?
“ No non proprio, se vuoi ti aspetto fuori, magari prendiamo un caffè..” replico con fare sommesso. “Scusatemi, non vorrei interrompere il vostro appuntamento, signor Reverie, solo qualche domanda, e poi potrà prendere tutti i caffè che desidera”. Berti è seccato, il donnaiolo perditempo non gli va a genio “Arrivederci commissario” “Arrivederci Dottoressa Balzerani, la chiamo se dovessi avere novità”.
Hanno chiamato anche François, ciò vuol dire che ci stanno davvero convocando tutti i clienti , forse stanno cercando un particolare, un dettaglio per incastrare Tracey. Io sono convinta della sua innocenza, ma non basta e non ho alcun mezzo per poter fugare i dubbi degli altri . Certo quegli orridi calzini bianchi di François farebbero passare le voglie anche ad una suora di clausura, oggi poi aveva un odore di aglio più forte del solito. Se ripenso a quella sensazione adolescenziale di infatuazione provo solo tenerezza. “Giulia ! Allora mi hai aspettato” François ha finito, mi viene incontro” “Beh non tanto per il caffè, è che volevo sapere cosa ti avrebbero chiesto” sussurro distrattamente con la mente ancora affollata di pensieri e congetture sulla morte del ministro “ Pensavo fosse una scusa per vedermi” mi risponde con un sorriso e strizzandomi l’occhio “ François, ti prego non è il momento”. Oh mio Dio, ma che ha voglia di fare il seduttore ? Proprio oggi ? Con quei calzini ?
“Comunque non mi hanno chiesto nulla di particolare”. Diventa più impostato, forse la sua erre moscia ha ancora una sua ragione di esistere, ma quei calzini, proprio no.“ Cose generiche, da quanto tempo conosco Tracey, perché vado sempre lì, perché ci sono andato ieri, non mi è sembrato nulla di importante.
A te invece?” “Più o meno le stesse cose, zucchero di canna o normale?” “Normale, grazie …senti c’è uno spettacolo di…” “Di? ..” di nuovo il suo sguardo diventa ammiccante “Magari potresti venire con me…” Oh no lo sapevo, François ci prova con le donne anche in situazioni in cui un uomo normale non proverebbe mai. “ Ho bisogno di riposare, è stata una giornata lunga, non lo so magari un’altra volta, devo andare ci vediamo” Sono esausta non so nemmeno che ore sono, mi sembra di non dormire da giorni, non so cosa fare, meglio andare a casa. Vorrei sapere di Tracey, vorrei ricambiare quel sorriso che tante volte ha inondato di luce la mia giornata, vorrei rassicurarla, vorrei dirle una di quelle frasi che mi ripete sempre quando non riesco a trovare la via giusta.
“Giulia, Giulia sei sveglia? Giulia devo dirti una cosa, ma è una cosa … ecco è una cosa brutta ma anche una cosa bella, è una cosa strana !!!” “Ciao Letizia, scusami, oggi dovevo venire in ufficio, ma sai ieri è stato tutto così confusionario” “No non importa, non ho telefonato per lamentarmi, hanno rilasciato Tracey, è innocente” Letizia scandisce in modo netto queste ultime sillabe, ha capito di avermi svegliato e ho quasi l’impressione di leggerle il labiale. “Non avevo dubbi, ho sempre pensato che lo fosse”.
Finalmente avverto dopo molto tempo un sollievo piacevole invasivo che scorre dalla testa ai piedi. “Però hanno scoperto anche il vero colpevole, anzi ha confessato! E’ che… si tratta del tuo ex fidanzato … e allora forse … ” Il sollievo si tramuta immediatamente in angoscia “Gianluigi??? Vuoi dirmi che ha ucciso suo padre?” E’ vero cerco di prendere la mia vita con leggerezza, ma questo è davvero troppo.
Io sono stata con un assassino, ho dormito con lui, ho condiviso parte della mia esistenza con un individuo che ha ucciso suo padre. “Hanno trovato tracce di arsenico, banale, mortale arsenico nella torta che il ministro Lughi aveva mangiato la sera prima di morire, sembra una vecchia sceneggiatura, ma è così. Pare che dopo aver ascoltato diverse persone la polizia abbia deciso di interrogare nuovamente il figlio di Lughi e che abbia ad un certo punto avuto un’indecisione, a quel punto lo hanno messo sotto torchio e lui ha confessato. Dice di non sapere se è pentito di ciò che ha fatto, dice che Lughi è stato un padre padrone, che lo ha soffocato e gli ha reso la vita impossibile, e che si sentiva un frustrato infelice. Ecco, l’ho detto, Giulia ci sei?” “ Si, sono qui, scusa non mi esce la voce, sarà il freddo”. No, non è il freddo, sto mentendo è ovvio, anche a me stessa, ma proprio non ho voglia di perdermi in pensieri ossessivi sui disturbi della personalità dell’uomo che ho avuto accanto per un po’.“Più tardi passo da voi, ma non so a che ora riuscirò…” meglio essere vaghi, non credo di essere in grado di rispettare orari e appuntamenti. “Non
preoccuparti, quando vuoi, anche il tuo capo ha chiamato ieri, dice che su
quell’isola non ci sono linee telefoniche, internet e tutto il resto, ma che ha saputo dell’accaduto, non ci crederai ma in quaranta secondi di telefonata ha chiesto di te! Giulia il tuo capo ha un cuore e non te sei mai accorta !” “ Si certo, non vedo l’ora che torni dalla sua vacanza esotica per ringraziarla del pensiero!” Ribatto con sarcasmo, che ci rimanesse a vita su quell’isola. Continuo ad essere poco lucida, la stanchezza sta aggravando la situazione, ma Tracey ha bisogno di me, anche se è stata liberata.
E’ stato tutto così convulso, anche il suo spirito forte e libero sarà stato messo a dura prova. Devo raggiungerla a casa, magari l’accompagno a fare due passi potrebbe aver il desiderio di svagarsi. Il nome sul citofono c’è ancora, dunque questa è ancora la sua casa, con tutto quello che è successo poteva anche essersi trasferita in un convento. “Tracey? Tracey sono io, sono passata per sapere come stavi, non sono più riuscita a parlare con te in questi giorni !” “ Ciao cara, vuoi salire?” Il suono è flebile, nonostante il filtro metallico, si comprende subito il suo stato emotivo. “Dai sali!” Il suo salotto è rimasto uguale, immaginavo di trovare tutto in disordine “Sono venuti anche qui a perquisire?” “ Perr..quisire?” mi chiede arricciando il naso e con gli occhi un po’ sgranati “ Si a controllare, la polizia è venuta anche qui?” “ Si si, sono stati anche qui, ma non è stato disastro come a negozio, hai visto negozio? Negozio è stato messo tutto sotto sopra!” Lo spazio meraviglioso che Tracey ha creato con tanta cura è stato completamente devastato, per un indizio, una traccia, uno stupido particolare che potesse confermare la sua colpevolezza, non hanno esitato a distruggere un piccolo angolo di paradiso, un rifugio per chi come me si è inebriato di odori e sapori e si è lasciato avvolgere dalle coccole di un’amica pasticciera. “Quando pensi di riaprire?” “Non so, non ho deciso, forse dovrei riposare qualche giorno, e ordinare idee confuse che ho in testa adesso” si sfrega il viso con le mani, vedo le sue rughe, non le avevo mai notate prima d’ora. “Se hai bisogno del mio aiuto, io ci sono, anche per ripulire il negozio, lo sai per te c’è sempre una mano !” Cerco di incoraggiarla “Grazie cara, e per te c’è sempre sconto!” mi risponde con il suo sorriso consueto,
così caldo, dirompente e luminoso. Non sto pensando a Gianluigi, a ciò che ha fatto ed è merito della californiana che ho davanti, non una qualsiasi, “quella che con due parole ti porta il sole dentro casa ogni giorno”, l’ho anche scritto la prima volta che ho recensito “Tracy’s Bakery”.
E’ mercoledì, c’è il sole, sono davanti alla pasticceria, sono passati ormai dieci giorni dall’assurda vicenda in cui ci siamo ritrovati tutti nel bene e nel male, più o meno protagonisti. Tracey non c’è, il negozio è vuoto, ci sono barattoli di vetro mezzi vuoti, piccoli vassoi accatastati da una parte, dolci non ce ne sono, e i colori delle pareti sembrano essersi sbiaditi in un grigio pallido deprimente. L’incantesimo si è rotto, il posto del cuore, dell’anima, del gusto e del cervello, così come ognuno di noi è solito chiamarlo non esiste più. Tracey è sull’orlo della disperazione, ha riaperto ma nessuno si mai più presentato, neanche per comprare delle caramelle.
Il mio covo più bello persino della Durèe di Parigi non esiste più, solo macerie.
Vado in ufficio desolata e senza idee. Il laboratorio di Tracey era una fonte di ispirazione per scrivere, inventare, mostrare ai lettori una parte di mondo inutile e superfluo che porta una ventata di allegria nella vita delle persone. In fondo tutto questo era meno deprimente di giornate trascorse a capire o contestare l’operato di un governo.
Torno in redazione depressa e apatica , mi hanno invitato ad una crociera ecologica ma non ci penso neanche a preparare le valigie. Un sostituto sarebbe la soluzione . “ François? Si ciao ho un invito ad una crociera ecologica di cinque giorni” “Giulia, è un onore essere invitato da te, quando
partiamo?” “Guarda parti con chi vuoi io non ho nessuna voglia di andare, porta pure una delle tue donne, non credo avrai difficoltà a trovare qualcuno, al massimo ti chiederò qualche dettaglio, nel caso in cui dovessi scrivere un pezzo. Ti sto per mandare il voucher con tutte le indicazioni, scusami ma oggi non sono proprio dell’umore..” Vorrei concludere la telefonata ma François insiste “Ma sei ancora giù per quella storia? Vuoi passare da me per…”oltre ad aver lanciato i soliti ami oggi si propone anche come consolatore “François, ti prego, buona giornata”.
Bene, il mio trolley nuovo resterà con il suo cartellino attaccato ancora per un po’, così posso tornare indisturbata dai miei pensieri, non avrei mai immaginato che la chiusura di questo negozio e che il legame con Tracey stessa potessero condizionare a tal punto i miei stati d’animo già di per se discontinui e volubili. Eppure deve esserci qualcosa, deve pur succedere qualcosa, non può finire tutto per uno morto avvelenato, certo un ministro morto avvelenato, non uno a caso, ma che colpa ha Tracey di tutto questo? E’ come se quel veleno si fosse propagato oltre il pan di spagna della torta e avesse contaminato tutto ciò con cui è entrato in contatto . E’ come se fossimo stati tutti un po’ avvelenati.
“Il Corriere – Roma 16 maggio 2009
…Si chiama “Poison Cake”, la sua creatrice, Tracey Windham, è una pasticciera californiana, in Italia da molti anni. Ne resterete stregati un po’ come da una pozione magica, senza dubbio una novità irresistibile in città, per un break durante una noiosa giornata di lavoro, ma anche per un picnic o una cena importante.
Come i “maccarones” parigini non potrete più farne a meno.
Giulia Balzerani.”
“Pronto?” “ Ciao mia cara, volevo solo dire che sono venute sedici persone a
Comprare Poison Cake, ho finito scorte. CBS viene in pomeriggio, vuole
raccontare storia, io non posso credere che tutto questo sta succedendo
davvero!” E’ eccitata, raggiante e parla persino con un po’ di affanno
“Tracey neanche io immaginavo..” Anche io sono felice, il mio articolo è stato
seguito alla lettera. “Mia cara, è merito tuo!” “Si forse è che vero quando
scrivo non ce n’è per nessuno, ma sei tu la mia musa ispiratrice, sei tu l’anima di quel luogo meraviglioso che è la tua pasticceria. La gente viene per
te per il tuo sorriso, perché sei una persona unica e i tuoi dolci sanno di tutto questo. Tu dici che i dolci sono chimica, io dico che tu sei la chimica. Tracey quando il negozio era chiuso io ero depressa, perché lì c’è una parte di me, tutti quelli che vengono da te anche solo una volta nella vita lasciano una piccola parte di loro stessi fra gli scaffali, vicino al bancone o in qualunque altro angolo.” Forse sto esagerando, è una dichiarazione d’amore, anche se lo giuro, mi piacciono gli uomini.
“ Cara tu sei angelo per me, ma quando fai filosofia, lo sai, troppo complicato per me, ma ti voglio sempre bene e per te c’è sempre sconto anche su Poison Cake”.
“Poison Cake per molti questo nome significa poco, per chi invece non riesce a stare lontano da una pasticceria per più di ventiquattro ore questo nome evoca sensazioni sublimi assimilabili forse solo all’estasi.
Giulia Balzerani”


