Home > Dai nostri archivi

Dai nostri archivi

Poison Cake

Poison Cake - Agapantos Editore

 

 di Giulia Balzerani

Il Corriere - Roma 12 aprile 2007

La Duree, per molti questo nome significa poco, per chi invece non riesce a stare lontano da una pasticceria per più di ventiquattro ore questo nome  evoca sensazioni sublimi assimilabili forse solo all’estasi. Basta entrare al numero 75 di Champs Elysees per iniziare un’esperienza difficilmente ripetibile in altri luoghi; avvolti nei colori pastello del verde e del rosa pallido delle pareti, ci si stordisce subito di profumi intensi come la vaniglia, la mandorla e il cioccolato.  Ogni particolare dell’arredamento e’ studiato in modo maniacale  tanto da sembrare quasi casuale, il personale accoglie ogni  ospite sorridendo e mostrando una gentilezza e un garbo che non sono propriamente parigini.  Ma e’ il primo morso ad un “macarron “ che fa  subito pensare a come si possa aver vissuto una vita senza questi croccanti tondini ripieni di una crema soffice e vellutata aromatizzata alla fragola, alla gianduia e a tutti gusti che la mente umana possa immaginare. Potrebbero essere impiegati come antidepressivi, o chissà magari come possibile arma di ricatto.

Dopo averli provati, anche solo una volta,non c’e’  possibilità di sopravvivere senza rimanerne in ostaggio, completamente incapaci di resistere. Tracey Windham,californiana, otto anni a Parigi trascorsi proprio alla pasticceria La Duree e poi Roma. Se vivete nella capitale o siete di passaggio non potrete  non fermarvi   anche solo   per un   minuto nel luogo che la nostra

Tracey ha creato . Le mie parole  sembreranno anche un po’ fuori luogo o riduttive perché ciò che si vede, ascolta, tocca, inspira e assapora non è descrivibile. I cinque sensi si risvegliano e si animano contemporaneamente come poche volte accade nella vita di tutti i giorni.

Giulia Balzerani”

Mi sono sempre chiesta cosa l’avesse spinto Tracey  a venire qui, e  nonostante ci frequentiamo ormai da tempo la sua risposta è sempre la stessa  “ Io amo l’Italia, il sole, il cibo e il vino …”.

Dietro questa banalità si nasconde invece una persona tutt’altro che convenzionale.  Tracey non è una da luoghi comuni, ha un grande senso dell’umorismo  ed   è una grande osservatrice. Non ho ancora capito se ha scelto di essere una pasticciera per poter guardare le persone e carpirne le stranezze o se questa sua dote sia una conseguenza del suo lavoro.

“ Ventisei euro ! Lo sai per te c’è sempre sconto !” Mi porge la  busta trasparente contenente una scatola di “macarrones”, e sorride.  “Grazie, ma non sono per me, devo portarli in redazione, così mi metti in imbarazzo”.  “Dunque torta alla mandorla, giusto? Ecco è già confezionata”  E’  già alle prese con un altro cliente, non ha tempo per le mie formalità, “Cosa fai ancora lì, farai tardi, e poi sta per arrivare Maddalena, ti piace così tanto incontrarla? “  “ Si certo adesso vado, è che …”  “ Allora ciao cara  a presto”.  Effettivamente non ho alcuna intenzione di incrociare anche solo per un istante Maddalena, la cosa mi disturba e poi rovinerebbe il resto della mia giornata. Maddalena è una persona sgradevole e ingannevole.

Il suo nome  evoca vicende evangeliche, Maddalena, nell’immaginario collettivo

è Maria Maddalena, la prostituta penitente e generosa al cospetto di nostro Signore. Questa qui invece è solo una gran truffaldina, decisamente brutta quanto astuta. Una che zitta zitta  ha cercato di rubarmi il fidanzato e a dire il vero ci è riuscita! Non sopporto che  lei venga a comprare dolci da Tracey, del resto è pur sempre un guadagno per la pasticceria, ma almeno, se posso cerco di non incontrarla. “C’è più gusto a prender soldi da chi è odioso !” Tracey dice sempre così ogni volta che un cliente antipatico fa visita al suo negozio. “Non mi piace quella donna, ha  sguardo cattivo e conta sempre soldi che ha in portafoglio, non mi piace  gente che conta soldi!” Non lo avevo  mai  notato, Tracey si. Conosco Maddalena da qualche anno, oltre a rubare gli uomini  altrui, la gentile figliola lavora in una società internazionale che si occupa di comunicazione politica, in pratica organizza campagne elettorali, comizi e tutto ciò che serve ad un politico per dare una buona immagine di sé. E’ stata per molti anni fidanzata, casualmente con il più stretto collaboratore di un ministro, e non un ministro qualunque, un ministro dell’interno, uno di quelli che non solo gestisce il potere, ma come dire … è il potere. Forse avrei dovuto cogliere nelle poche parole di Tracey, una preoccupazione, un segnale, invece non ho mai visto in Maddalena un pericolo.  Del resto se anche ne avessi capito le intenzioni non sarei riuscita a fermarla.

“Io ti ho avvisato mia cara, adesso tu non puoi lamentare”. L’italiano di Tracey

è ancora un  po’ incompiuto, ma  riesce  a  compensare  perfettamente  le  sue

lacune linguistiche con il suo acume, la sua lucidità.

Tempo fa mi sono invaghita di un cliente. Credo abbia quarant’anni o forse meno, attraente, molto attraente, capelli in disordine, barba corta e un po’ incolta.  Qualche ruga accennata intorno agli occhi, sguardo curioso e labbra carnose. Alto, fisico robusto e ben definito, decisamente virile.

“François è uomo con cui ogni donna vorrebbe avere avventura, di un giorno o una settimana non importa.” Tracey non sbaglia, è lapidaria, ma non sbaglia mai. “Stringi la sua mano ed il primo pensiero è …si proprio quello, solo quello!”. Devo ammettere che dopo una conoscenza superficiale di François, il suo stile di vita risulta sconclusionato ma divertente e se si sta attraversando una di quelle fasi della vita un po’ complicate, è il miglior intrattenimento che si possa desiderare. Domenica mattina sveglia alle 7 per essere alle 8 al mercato delle pulci a rovistare in mezzo alle bancarelle, obiettivo : trovare una vecchia bici da risistemare; venerdì sera rientro a casa alle 21 per ospitare una musicista asiatica di passaggio in città; giovedì cena etnica preparata da amici iraniani; sabato mattina allenamenti per un torneo di ping pong organizzato dall’associazione  rifugiati politici del Kurdistan.

Ecco perché nessuna donna prenderebbe mai in considerazione anche solo l’idea di poter avere una relazione duratura con un tipo del genere.  “François, innamorato di se, ma buono!” Ripete sempre Tracey ogni volta che lo vede uscire dal negozio passandosi la mano fra i capelli.

Riesce a sedurre con un sorriso, il suo odore acre di sapone ecologico accentua il suo fascino al punto che i suoi terribili calzini bianchi, indossati con disinvoltura, non si notano più. Ma l’iride verde scuro dei suoi occhi sornioni c’è qualcosa, un’ombra, una patina: la frustrazione di voler essere altro.  Incarnare il desiderio sessuale del genere femminile vario è senz’altro eccitante per chi come lui è stato, forse anche involontariamente, brutto anatroccolo timido e maldestro. Alla lunga però subentra la noia, ogni situazione, anche la più maliziosa, sembra uguale all’altra, l’adrenalina comincia a scemare, ecco che anche una sedicente soubrette, incontrata in pasticceria e armata delle peggiori intenzioni, diventa solo una seccatura. “Passerà, e tu noterai di nuovo orribili calzini bianchi !” Tracey,come sempre, ancora una volta, non sbaglia mai, a volte mi chiedo come faccia ad essere così rassicurante senza perdersi in chiacchiere.

Anche quando Gianluigi mi ha lasciato è bastato che lei mi dicesse “ Mia cara, tutti e due avete  follia  in  vostra  testa, ma  questo  non basta  in  relazione”.

E’  vero  Gianluigi, il   mio  ex   fidanzato è   un  po’  strano, contorto,  folle,  si

soprattutto folle. I  suoi  ragionamenti  mi  hanno  sempre  affascinato  perché

assurdi.  Direi  senza  dubbio  che  la  pazzia  latente  caratterizza  entrambi  e

ha tenuto in piedi il nostro rapporto. Stare insieme ha significato per lo più condividere pensieri senza alcun senso, come interrogarsi sulla riproduzione delle quaglie. Gianluigi soffre, si occupa di politica anche lui, senza grandi glorie o successi, vorrebbe essere come suo padre, ma non ne ha il carattere, il carisma, la competenza e soprattutto  non sa osare. Insomma in una parola è un frustrato. Tracey dice che si vede dai dolci che sceglie “Lei compra solo quello che piace a suo padre” lo rimprovera ogni volta “ Dovrebbe comprare anche altro, anche solo per fare prova, no?” “Non morirà certo avvelenato ! ”  Rincarando la dose e alludendo alle sue fobie paranoiche

Sono nel mio letto, non sono sveglia, ma sento un rumore. Cos’è questo rumore? Saranno le cinque del mattino o forse le sei, è il mio telefono, non ne sono sicura ma assomiglia al mio telefono, non ce la faccio a rispondere non … “ Giulia, tu conosci avvocato? Tu conosci tanti avvocati! Io ho bisogno di avvocato!” “Pronto ?” Ma che succede, chi è che mi sta parlando, mi sforzo di dire qualcosa ma proprio non riesco.

“ Avvelenato? Quando ? Come è successo? Com’è  possibile  che  nessuno  mi

abbia avvisato ?” la  parola  avvelenato  mi   fa  letteralmente  esplodere. “  Ti

avviso io, mia cara, e ora ho tanti guai oltre a polizia che sta   mettendo  tutto

sotto sopra. Quando puoi, ti prego passa qui, ora devo andare.” “Tracey aspetta, dimmi almeno..” Tracey ha già riagganciato ed io sono sbalordita, in piedi, in pigiama davanti alla porta del bagno. Dovrei fare qualcosa, ma resto immobile, forse sto ancora dormendo e questo è solo un brutto sogno, si dice così  nei migliori film. Invece sembrerebbe proprio tutto vero. Il padre del mio ex fidanzato è morto avvelenato, il ministro è morto avvelenato; non è possibile, deve essere un equivoco,  si Tracey deve aver capito male, magari sono solo i Nas che stanno effettuando un controllo all’interno del negozio, lei non conosce le leggi italiane e ha preso un abbaglio. E poi se il padre di Gianluigi fosse stato davvero avvelenato ne avrebbero parlato in televisione, alla radio, di certo non lo sarebbero andato a dire a Tracey. Ma io non ho ancora acceso la radio, e neanche la televisione, sono le nove e un quarto, questa mattina non devo andare in redazione e sono stata svegliata dalla telefonata di una pasticcera in preda al panico.

Non ci posso … “Non si conoscono ancora le cause dell’avvelenamento. Gli inquirenti sono già su una possibile pista internazionale. Sciopero dei treni dalle 14 alle 18 indetto dai sindacati per il rinnovo …”  E’  vero ! Allora è tutto vero, questa è la mia radio appena accesa e perfettamente funzionante !!  Non ho tempo di aggiustarmi i capelli o di scegliere i vestiti giusti devo correre Tracey. “Te l’avevo detto che avevo polizia in negozio, Giulia ti prego!” Tracey

non mi chiama mai per nome “Scusate posso chiedervi dove state portando la

signora Whindam? “ chiedo  con tono  gentile ai  due  poliziotti  che  la  stanno

scortando in una macchina. “Scusate è possibile venire con voi?” insisto nonostante mi stiano  ignorando  “Lei  è una parente? Una familiare?  Stiamo andando in questura ma …” “Aspetti, aspetti come in questura ? In via Genova? Mi sta dicendo che avete arrestato la mia amica? E quale sarebbe il capo d’imputazione?” “Adesso non c’è tempo per rispondere signora, ci scusi ma dobbiamo proprio andare”. Ma è orribile stanno spingendo Tracey in quella macchina come se fosse un’assassina e io non posso impedirlo “ Guardi che io sono una giornalista !” “ Si, si signora , buona giornata !” Ma come si permette questo qui, fanno bene a chiamarli sbirri,  maledetti, dovevo essere più risoluta, dovevo usare una di quelle frasi  “Lei non sa chi sono io ! “ oppure “Lei non sa cosa sta facendo”. Il risultato è che loro stanno andando via sgommando, con quel fare da aspiranti poliziotti americani, io mi accorgo solo ora dei sigilli che bloccano l’entrata del negozio. Non mi resta che andare in redazione, cinque minuti e sono lì, forse riuscirò a saperne di più.

“Buongiorno Giulia, ma non eri in ferie?”  “ Si, si  infatti, ma poco  più di un’ora

fa’ ho ricevuto una telefonata da Tracey” “La pasticciera??” “ Sì era disperata continuava a dirmi che il ministro Lughi è morto, è stato avvelenato e che la polizia stava setacciando il suo negozio. Io non posso chiamare Gianluigi, sai che Maddalena gli ha fatto cambiare tutti i  numeri di telefono, non posso neanche chiamare a casa, insomma, volevo cercare di capire che è successo ma…” Letizia la mia collega sembra sapere già tutto di questa storia ed è così dannatamente calma, mentre io sto quasi per vomitare “ Beh si la notizia ovviamente è arrivata ovunque, però sai quando si tratta di personaggi così in vista, non fanno trapelare nulla, le prime agenzie parlano di piste internazionali, potrebbero essere i libici, dopo quell’accordo è scoppiato un gran caos, gli aggiornamenti comunque arrivano un po’ alla spicciolata, nulla di definitivo per ora, tu piuttosto ? Sei sicura di stare bene?” “ No, Letizia, sono completamente stordita, mi sono precipitata in pasticceria, non so neanche bene perché, ho assistito all’arresto di Tracey e …” “Io l’ho sempre detto che quella era strana! Io l’ho sempre detto e venitemi a dire che non è vero! ”  Mario si occupa di cronaca, è un bravo giornalista, lo stimo, però a volte ha delle ossessioni, una delle sue ossessioni è Tracey “ Ecco qui! ” sventola un’agenzia appena stampata “Altro che pista internazionale, e l’accordo con i libici !! Lughi è stato avvelenato dalla tua amica pasticciera !!!”

La mia amica pasticciera è un assassina, sta dicendo che Tracey è un assassina “Ma non ci sono ancora prove e poi che motivo avrebbe avuto Tracey per fare una cosa simile, ci deve essere una spiegazione a tutto questo! ” “Giulia tu sei troppo ingenua e ti fidi troppo delle persone !”

Si io sono ingenua, ho trentasette anni e ancora non ho imparato a misurare la fiducia, in genere mi fido di chiunque. Ho scritto di politica per un po’ ma ho smesso proprio quando ho conosciuto Gianluigi, non volevo che si dicesse  in giro che avessi informatori speciali o corsie preferenziali. Tutti i giornalisti hanno delle corsie preferenziali, ma la mia sarebbe stata troppo ingombrante e tutto ciò che è ingombrante non fa per me. Non avrei accettato di essere sulla bocca di tutti solo per essere la fidanzata del figlio ministro. Adesso scrivo di cose futili, credo di saperlo fare bene, anzi credo proprio che siano in pochi a starmi dietro. Non ho rimpianti, la mia professionalità non è mai stata messa in discussione e soprattutto l’universo dell’inutile mi aiuta a vivere con più leggerezza.  “Magari si è suicidato perché non sopportava più la moglie!” “Giulia, per favore ! Sii seria ! ” Ecco la leggerezza mi permette di dissacrare qualsiasi cosa e di accettare il bene e il male in ogni situazione.  “Ma io sono seria, perché vi sembra così surreale? La signora Lughi sa essere insopportabile a volte, direi anche spesso!” Il telefono squilla,  adesso comincerà il tormento delle chiamate. “Pronto? Si.. si  si  sono io, come  scusi ?  Ma  non  penserà  mica … si ho capito… può  ripetermi  l’indirizzo per  cortesia?

Certo grazie. Ah scusi di  chi devo chiedere? Come ? Berti ? Si, Berti  va bene.”

“Chi era? Hai una faccia …” “Devo andare in questura, stanno convocando tutti

i  clienti  della  pasticceria  o  almeno  quelli  che  ieri  sono  passati  di lì,  sono

perplessa, mi hanno detto che si tratta di una formalità, magari ci sentiamo più

tardi” La Questura non è un bel posto, sebbene ci siano posti peggiori, in fondo

è  come un ministero  con degli impiegati, anche  se la maggior  parte  indossa

 

una pistola o la tiene nel cassetto. E’ un edificio vecchio e un po’ decadente, nel centro della città. Quando ero bambina pensavo che i poliziotti mi avrebbero protetto da qualsiasi cosa anche dalla morte, forse avrei dovuto fare una gita scolastica in questura per capire che non era proprio così. “Buongiorno cercavo il sig Berti, dovrebbe  essere in questa … zona”  “ Il commissario Berti, si arriva subito si accomodi, lei è ?” “ Giulia Balzerani, mi avete chiamato …” “Si si accomodi” “Ah ecco la nostra giornalista, l’aspettavamo, buongiorno sono Berti, ero davvero curioso di conoscerla” “ E perché mai?” “ Beh perché lei sembra essere molto legata a questa vicenda, chissà che non possa aiutarci”   “ Come scusi?” Quest’individuo semicalvo con i baffi  sta dando dell’assassina anche a me, o magari della complice, ma come sono finita in questa storia, continuo a chiedermelo. “Dunque lei oltre ad essere una ex giornalista politica, è anche la ex fidanzata di Gianluigi Lughi,il figlio della vittima,  ma è anche una della più care amiche di Tracey Windham, e ieri ovviamente ha frequentato la

pasticceria, ci sono molte coincidenze non le pare?” “ Senta commissario, non

so a cosa lei voglia alludere, ma io queste coincidenze strane non le colgo; sì,

conosco  da  tempo  Tracey, diciamo pure    che  in  parte  ho  scoperto  il  suo

talento, le ho dato il mio supporto nell’apertura del negozio, e ovviamente le ho presentato il mio ex fidanzato  che è diventato insieme alla  sua  famiglia un

cliente affezionato. E’ una persona speciale, la sua  pasticceria è un luogo speciale, ci si va per comprare dolci, per fare incontri di ogni tipo, per chiacchierare, per sentire odori e profumi, per sentirsi in pace con il mondo. Le sembro esagerata?

 

 E’ la verità. Chieda a tutti quelli che frequentano quel posto, le risponderanno nello stesso modo. Questa mattina Tracey mi ha chiamato, era sconvolta, fuori di se, mi ha chiesto aiuto perché qui a Roma sono una delle persone su cui può contare. Aveva bisogno di un avvocato e mi ha detto che il ministro Lughi era morto avvelenato. Ha riagganciato subito, non so dirle altro.” “Mmmh lei ha notato qualcosa di strano negli ultimi giorni? Per caso la signora Windham aveva qualche turbamento?” “No commissario, Tracey non è mai strana, e non si lascia turbare da nulla, è questo il segreto del suo successo e sentirla così ... così agitata al  telefono mi ha preoccupato, mi ha addirittura chiamato per nome, non lo ha mai fatto prima. Ma lei forse non può capire le cose che dico.  Posso chiederle almeno come sta? Dove si trova ? Può ricevere visite?”  “Si le confermo che la signora Windham si trova in uno stato che potrei definire  confusionale, purtroppo al momento può vedere solo il suo avvocato. Immagino che sia un avvocato di sua conoscenza perché il nome era in un sms inviato da lei questa mattina” “ Cosa dovevo fare? Lasciarla sola? In un momento simile? Lei cosa avrebbe fatto al mio posto?” “No non mi fraintenda non volevo …”  Aggiunge Berti con un tono di voce più morbido, forse sta modificando il suo atteggiamento, forse non è più così sicuro delle sue teorie accusatorie. “Commissario, mi scusi c’è il  signor  Reverie, dice che..”

“Oh si prego, si accomodi la signora stava per l’appunto… ” “ François, ciao, anche tu .. cioè hanno chiamato anche te?” Non mi aspettavo di incontrarlo “ Si  ciao, ma tu … e Tracey ? Hai notizie di Tracey ?” Sembra  realmente  preoccupato, che per un attimo si sia sgonfiato il suo ego? 

 

“ No non proprio, se  vuoi ti aspetto fuori, magari prendiamo un caffè..” replico con fare sommesso. “Scusatemi, non vorrei interrompere il vostro appuntamento, signor Reverie, solo qualche domanda, e poi potrà prendere tutti i caffè che desidera”. Berti è seccato, il donnaiolo perditempo non gli va a genio “Arrivederci commissario”  “Arrivederci Dottoressa Balzerani, la chiamo se dovessi avere novità”.

Hanno chiamato anche François, ciò vuol dire che ci stanno davvero convocando tutti i clienti ,  forse stanno cercando un particolare, un dettaglio per incastrare Tracey. Io sono convinta della sua innocenza, ma non basta e non ho alcun mezzo per  poter fugare i dubbi degli altri . Certo quegli orridi calzini bianchi di  François farebbero passare le voglie anche ad una suora di clausura, oggi poi  aveva un odore di aglio più forte del solito. Se ripenso a quella sensazione  adolescenziale di infatuazione provo solo tenerezza. “Giulia !  Allora mi hai aspettato” François ha finito, mi viene incontro” “Beh non tanto per il caffè, è che volevo sapere cosa ti avrebbero chiesto” sussurro distrattamente con la mente ancora affollata di pensieri e congetture sulla morte del ministro  “ Pensavo fosse una scusa per vedermi” mi risponde con un sorriso e strizzandomi l’occhio  “ François, ti prego non è il momento”. Oh mio  Dio, ma che ha voglia di fare il seduttore ? Proprio oggi ? Con quei calzini ?

“Comunque non mi hanno chiesto nulla di particolare”. Diventa più impostato, forse la sua erre moscia ha ancora una sua ragione di esistere, ma quei calzini, proprio no.“ Cose generiche, da quanto tempo conosco Tracey, perché vado sempre lì, perché ci sono andato ieri, non mi è sembrato nulla di importante. 

A te invece?” “Più o meno le stesse cose, zucchero di canna o normale?” “Normale, grazie …senti c’è uno spettacolo di…” “Di? ..” di nuovo il suo sguardo diventa ammiccante  “Magari potresti venire con me…” Oh no lo sapevo, François ci prova con le donne anche in situazioni in cui un uomo normale non proverebbe mai.  “ Ho bisogno di riposare, è stata una giornata lunga, non lo so magari un’altra volta, devo andare  ci vediamo” Sono esausta non so nemmeno che ore sono, mi sembra di non dormire da giorni, non so cosa fare, meglio andare a casa. Vorrei sapere di Tracey, vorrei ricambiare quel sorriso che tante volte ha inondato di luce la mia giornata, vorrei rassicurarla, vorrei dirle una di quelle frasi che  mi ripete sempre quando non riesco a trovare la via giusta.

“Giulia, Giulia sei sveglia? Giulia devo dirti una cosa, ma è una cosa … ecco è una cosa brutta ma anche una cosa bella, è una cosa strana !!!” “Ciao Letizia, scusami, oggi dovevo venire in ufficio, ma sai ieri è stato tutto così confusionario”  “No non importa, non ho telefonato per lamentarmi, hanno rilasciato Tracey, è innocente” Letizia scandisce in modo netto queste ultime sillabe, ha capito di avermi svegliato e ho quasi l’impressione di leggerle il labiale.  “Non avevo dubbi, ho sempre pensato che lo fosse”.

Finalmente avverto  dopo molto tempo un sollievo piacevole invasivo che scorre dalla testa ai piedi.  “Però  hanno scoperto anche il vero colpevole, anzi ha confessato! E’ che… si tratta del tuo ex fidanzato … e allora forse … ” Il sollievo si tramuta immediatamente in angoscia “Gianluigi??? Vuoi dirmi che ha ucciso suo padre?” E’ vero cerco di prendere la mia vita con leggerezza, ma questo è davvero troppo.

Io sono stata con un assassino, ho dormito con lui, ho condiviso parte della mia esistenza con un individuo che ha ucciso suo padre. “Hanno trovato tracce di arsenico, banale, mortale arsenico nella torta che il ministro Lughi aveva mangiato la sera prima di morire, sembra una vecchia sceneggiatura, ma è così. Pare che dopo aver ascoltato diverse persone la polizia abbia deciso di interrogare nuovamente il figlio di Lughi e che abbia ad un certo punto avuto un’indecisione, a quel punto lo hanno messo sotto torchio e lui ha confessato. Dice di non sapere se è pentito di ciò che ha fatto, dice che Lughi  è stato un padre padrone, che lo ha soffocato e gli ha reso la vita impossibile, e che si sentiva un frustrato infelice. Ecco, l’ho detto, Giulia ci sei?” “ Si, sono qui, scusa non mi esce la voce, sarà il freddo”. No, non è il freddo, sto mentendo è ovvio, anche a me stessa, ma proprio non ho voglia di perdermi in pensieri ossessivi sui disturbi della personalità dell’uomo che ho avuto accanto per un po’.“Più tardi passo da voi, ma non so a che ora riuscirò…” meglio essere vaghi, non credo di essere in grado di rispettare orari e appuntamenti.  “Non

preoccuparti, quando vuoi, anche il tuo capo ha chiamato ieri, dice che su

quell’isola  non ci  sono linee telefoniche, internet  e tutto il resto, ma che ha saputo dell’accaduto, non ci crederai ma in quaranta secondi di telefonata ha chiesto di te! Giulia il tuo capo ha un cuore e non te sei mai accorta !” “ Si certo, non vedo l’ora che torni dalla sua vacanza esotica per ringraziarla del pensiero!”  Ribatto con sarcasmo, che ci rimanesse a vita su quell’isola.  Continuo ad essere poco lucida,  la stanchezza sta aggravando la situazione, ma Tracey ha bisogno di me,  anche se è stata liberata.

 

E’ stato tutto così convulso, anche il suo spirito forte e libero sarà stato messo a dura prova.  Devo raggiungerla a casa, magari l’accompagno a fare due passi potrebbe aver il desiderio di svagarsi. Il nome sul citofono c’è ancora, dunque questa è ancora la sua casa, con tutto quello che è successo poteva anche essersi trasferita in un convento. “Tracey? Tracey sono io, sono passata per sapere come stavi, non sono più riuscita a parlare con te in questi giorni !”      “ Ciao cara, vuoi salire?” Il suono è flebile, nonostante il filtro metallico, si comprende subito il suo stato emotivo.  “Dai sali!” Il suo salotto è rimasto uguale, immaginavo di trovare tutto in disordine “Sono venuti anche qui a perquisire?” “ Perr..quisire?” mi chiede arricciando il naso e con gli occhi un po’ sgranati “ Si a controllare, la polizia è venuta anche qui?” “ Si si, sono stati anche qui, ma non è stato disastro come a negozio, hai visto negozio? Negozio è stato messo tutto sotto sopra!” Lo spazio meraviglioso  che Tracey ha creato con tanta cura è stato completamente devastato, per un indizio, una traccia, uno stupido particolare che potesse confermare la sua colpevolezza, non hanno esitato a distruggere un piccolo angolo di paradiso, un rifugio per chi come me si è inebriato di odori e sapori e si è lasciato avvolgere dalle coccole di un’amica pasticciera.  “Quando pensi di riaprire?”  “Non so, non ho deciso, forse dovrei riposare qualche giorno, e ordinare idee confuse che ho in testa adesso” si sfrega il viso con le mani, vedo le sue rughe, non le avevo mai notate prima d’ora. “Se hai bisogno del mio aiuto, io ci sono, anche per ripulire il negozio, lo sai per te c’è sempre una mano !” Cerco di incoraggiarla “Grazie cara, e  per te c’è  sempre  sconto!” mi  risponde con il suo  sorriso consueto,

 

così caldo, dirompente e luminoso. Non sto pensando a Gianluigi, a ciò che ha fatto ed è merito della californiana che ho davanti, non una qualsiasi, “quella che con due parole ti porta il sole dentro casa  ogni giorno”, l’ho anche scritto la prima volta che ho recensito “Tracy’s Bakery”.

E’ mercoledì, c’è il sole, sono davanti alla pasticceria, sono  passati ormai dieci giorni dall’assurda vicenda in cui ci siamo ritrovati tutti nel bene e nel male, più o meno protagonisti. Tracey non c’è, il negozio è vuoto, ci sono barattoli di vetro mezzi vuoti, piccoli vassoi accatastati da una parte, dolci non ce ne sono, e i colori delle pareti sembrano essersi sbiaditi in un grigio pallido deprimente.  L’incantesimo si è rotto, il posto del cuore, dell’anima, del gusto e del cervello, così come ognuno di noi è solito chiamarlo non esiste più. Tracey è sull’orlo della disperazione, ha riaperto ma nessuno si mai più presentato, neanche per comprare delle caramelle.

Il mio covo più bello persino della Durèe di Parigi non esiste più, solo macerie.

Vado in ufficio desolata e senza idee. Il laboratorio di Tracey era una fonte di ispirazione per scrivere, inventare, mostrare ai lettori una parte di mondo inutile e superfluo che porta una ventata di allegria nella vita delle persone.  In fondo tutto questo era meno deprimente di giornate trascorse a capire o contestare l’operato  di un governo.

Torno in redazione depressa e apatica , mi hanno invitato ad una crociera ecologica ma non ci penso neanche a preparare le valigie.  Un sostituto sarebbe la soluzione .  “ François? Si ciao ho un invito ad una crociera ecologica di cinque  giorni”  “Giulia, è  un  onore  essere  invitato da te, quando

partiamo?” “Guarda parti con chi vuoi io non ho nessuna voglia di andare, porta pure una delle tue donne, non credo avrai difficoltà a trovare qualcuno, al massimo ti chiederò qualche dettaglio, nel caso in cui dovessi scrivere un pezzo. Ti sto per mandare il voucher con tutte le indicazioni, scusami ma oggi non sono proprio dell’umore..” Vorrei concludere la telefonata ma François insiste  “Ma sei ancora giù per quella storia? Vuoi passare da me per…”oltre ad aver lanciato i soliti ami oggi si propone anche come consolatore  “François, ti prego, buona giornata”.

Bene, il mio trolley nuovo resterà con il suo cartellino attaccato ancora per un po’, così posso tornare indisturbata dai miei pensieri,  non avrei mai immaginato che la chiusura di questo negozio e che il legame con Tracey stessa potessero condizionare a tal punto i miei stati d’animo già di per se discontinui e volubili. Eppure deve esserci qualcosa, deve pur succedere qualcosa, non può finire tutto per uno morto avvelenato, certo un ministro morto avvelenato, non uno a caso, ma che colpa ha Tracey di tutto questo?  E’ come se quel veleno si fosse propagato oltre il pan di spagna della torta  e avesse  contaminato tutto ciò con cui è entrato in contatto . E’ come se fossimo stati tutti un po’ avvelenati.

Il Corriere – Roma 16 maggio 2009

…Si chiama “Poison Cake”, la sua creatrice, Tracey Windham, è una pasticciera californiana, in Italia da molti anni. Ne resterete stregati un po’ come da una pozione magica, senza dubbio una novità irresistibile in città, per un break durante una noiosa giornata di lavoro, ma anche per un picnic o una cena importante.

Come i “maccarones” parigini non potrete più farne a meno.

Giulia Balzerani.”

“Pronto?”  “ Ciao mia cara, volevo solo dire che sono venute sedici persone  a

Comprare  Poison Cake,   ho  finito  scorte. CBS   viene  in   pomeriggio, vuole

raccontare storia, io   non posso credere che   tutto   questo   sta   succedendo

davvero!”  E’  eccitata,  raggiante  e   parla    persino   con  un  po’ di  affanno

“Tracey neanche io immaginavo..” Anche io sono felice, il mio  articolo è  stato

seguito alla lettera.   “Mia   cara, è  merito  tuo!” “Si  forse è che  vero  quando

scrivo  non ce n’è  per  nessuno, ma sei tu la  mia  musa  ispiratrice, sei  tu  l’anima di quel luogo meraviglioso che è la tua  pasticceria. La gente viene  per

te per il tuo sorriso, perché sei una persona  unica e i tuoi  dolci sanno di  tutto questo. Tu dici che i dolci sono chimica, io dico che tu sei la chimica. Tracey quando il negozio era chiuso io ero depressa, perché lì c’è una parte di me, tutti quelli che vengono da te anche solo una volta nella vita lasciano una piccola parte di loro stessi fra gli scaffali, vicino al  bancone o in qualunque altro angolo.” Forse sto esagerando, è una  dichiarazione d’amore, anche se lo giuro, mi piacciono gli uomini.

“ Cara tu sei angelo per me, ma quando  fai filosofia, lo sai, troppo complicato per me, ma ti voglio sempre bene e per  te c’è sempre sconto anche su Poison Cake”. 

 Il Corriere – Roma 20 maggio 2009

“Poison Cake per molti questo  nome significa poco, per chi invece non riesce a stare lontano da una  pasticceria per più di ventiquattro ore questo nome evoca sensazioni sublimi  assimilabili forse solo all’estasi.

Giulia Balzerani”

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Latin lover

Latin lover - Agapantos Editore

 

 

 

 

 

 

di Giuseppina Cocucci

 

 “Siiii, viaggiareeee, camminando senza accelerareee…”

 “Roma Napoli ormai  me la faccio in due ore” penso rilassata,” senza quei maledetti Tir che ti si buttano davanti senza neanche mettere la freccia che vorrei avere un carrarmato per passarci sopra !

La mia  Panda azzurro metallizzato profuma ancora di concessionario mentre corre in autostrada e io mi godo il  traffico scarso e scorrevole della domenica:  una mattina di primavera  che sembra finta per come è limpida e profumata. Perfetta! Madonna che bei colori ! E quei papaveri, sembra quel quadro di Monet..,o Manet?! uffà mi confondo sempre… Mi mettono allegria i papaveri. Quelle macchioline rosse nelle distese verdi…Quand’ero piccola facevamo un gioco con le altre bambine: ci premevamo sul polso il pistillo del fiore e…voilà un bell’orologino stampato sulla pelle. Anche il giallo delle distese dei campi di colza mi mette allegria, come pure l’esercito di girasoli ,  voltafaccia per natura…, e le ginestre arrampicate sulle rocce. Ah,il profumo che il sole tira fuori dai fiori, l’odore del fieno ancora verde che ti raschia la gola : io amo questa stagione ! La gioia entra come colore dagli occhi, come profumo dal naso, si sistema comoda comoda nel cuore e nel cervello e io mi sento felice :un animaletto che si sveglia  dal letargo e si gode quel che c’è.

Il tragitto  è un piacevole alternarsi di montagne, colline e  grandi distese piane , a tratti coltivate a tratti brulle, e il paesaggio è sempre vario.Mi piace immaginare chi vive nelle case  che vedo dalla strada. Chissà come vive in campagna…Io farei il pane in casa, le marmellate, le conserve di frutta…,le melanzane sott’olio e i pomodori secchi….Mi piacciono quei palazzotti in cima alle colline con tutti vigneti e frutteti  intorno. Invece quei casolari più trascurati, con le facciate sgretolate mi mettono una malinconia..Mi immagino una coppia di contadini vecchi e sdentati, abbrutiti dalla fatica, intorno al focolare spento…sì, vabbèè, i Miserabili…Comunque, se vivessi in campagna vorrei essere una possidente non una contadina…

Ahhh, che bel tepore, non vedevo l’ora che l’aria si scaldasse un po’, dopo tutta la pioggia di quest’inverno…Senti senti, ma questo è Sting..MI TI CO!

…Mi piace guidare da sola..Mi piazzo la musica preferita al  momento, mi rilasso e mi lascio scivolare in una dimensione semi onirica in cui, innestato il “pilota automatico” comincio a fluttuare: pensieri, ricordi, associazioni mentali, ritornelli cantati a squarciagola,perché tanto sono sola, mini balletti scatenati almeno quanto lo consente la cintura di sicurezza.

Nella mia macchina mi sento a casa, in uno spazio protetto e confortevole.  

 Certo che una bella sigarettina ci starebbe proprio bene, ma sono già sei mesi di astinenza e non intendo ricacciarmi nel tunnel del tabacco.Peccato,però, che da tre anni abbia preso quei chiletti di troppo che proprio…Oh, insomma, mica sono una velina, una pin up che devo essere magra come uno stecco; si ,starci attenta si,  ma senza farsene una fissa eh! C’ho pure 42 anni e , devo dire, mi mantengo benino.., almeno… lui non si è mai lamentato, e…francamente, quelle occhiate maschili  per strada….per carità, non che vado cercando l’approvazione di certi machi trappani, però.., insomma,  sono ancora piacente…e  scusate se è poco con la vita che faccio..

Già . Che vita faccio ? Una corsa  con slalom  tra quelle capre dei miei alunni ,che , in confronto, pure un  ciuccio si merita un  Nobel; i corsi di formazione;  gli scrutini,  con quelle altre bestiacce dei miei colleghi, capitanati da Quattrocchi ( ma si può! Un Direttore che si chiama Quattrocchi!!!) : praticamente un’associazione a delinquere….Reati principali?? Ignavia e lassismo dolosi, con l’aggravante della recidiva!!! Menomale che c’è Angela e Stefy. Noi tre parliamo la stessa lingua, in senso didattico intendo, ; siamo le uniche che ancora ci crediamo un po’ in questa baracca dissestata….A me è sempre piaciuto insegnare francese, solo che certi giorni mi cadono proprio le braccia…

E la casa? La mia casa è stregata.! Non è possibile che dopo un giorno-dico uno!-che è venuta Irina, rientro e trovo di nuovo il caos dappertutto.  Uno dice:” I maschi sono disordinati” .Ma perché la femmina ? Co’ sta storia dell’uguaglianza non alza una paglia neanche lei …Anche se, devo dire, da quando vado al coro, almeno due volte a settimana trovo la tavola apparecchiata e cena in forno. Si. La preparo io in anticipo, ma pure  i gemelli fanno la loro parte. Bah. Cresceranno pure loro ….spero.

Che tesori che sono, belli  della mamma! Quando nacquero, undici anni fa, lui, in un impeto di amore paterno, si impegnò solennemente ad uscire prima dallo studio per aiutarmi e anche per goderseli …L’ avete visto voi???   Lo so, per  i Principi del Foro la vita è dura…….ma …alle  Maestrine dalla Penna Rossa mica gli regalano niente… Certo che Lui, l’Avvocato, sa come farsi perdonare…Riesce sempre a capire quando sono al limite dalla sopportazione e l’esplosione è imminente. E …fa ammenda. E’ proprio un affabulatore e riesce a trasportarmi nel suo punto di vista e mi dimostra che ha ragione e… e alla fine gli do’ ragione, non riesco a tenergli il broncio.…Potenza dell’arte oratoria. E infatti, dopo 21 anni di matrimonio stiamo ancora insieme.Con questa morìa di matrimoni che c’è in giro……io mi sento una specie di miracolata…

Adesso si sta separando pure Patrizia…Io non so…Secondo me non abbiamo abbastanza pazienza, siamo diventati tutti intolleranti all’altro da sè…, o forse non parliamo abbastanza, non litighiamo abbastanza,,,,o forse  dopo tanti anni l’amore, se ne va,  e non ti avvisa in anticipo…Boh!.Comunque  noi a luglio ce ne andiamo una settimana  barca con Clara e Gigi! E’già il terzo anno che ci invitano, e stavolta Perry Mason fa quel che dico io .I figli al campeggio ..evvai!! quindici giorni di sole, mare sempre in costume e infradito.Certo il sole alla pelle tanto bene non fa, ma chi se ne frega, una buona crema e tanta acqua e frutta.. senza orari come  ragazzi finite le scuole….Non voglio vedere un compito scritto fino a settembre!

Ma che ore sono? Le 10. Sono già a Frosinone. Un’altra oretta e sono a Napoli da mammina! Già.Mammina.E così contenta quando mi vede arrivare; si fa pure  un piantarello di routine.Ogni volta per me è una gioia e una fatica: è dura vedere che perde colpi, che riesce a fare  un metro di strada di meno, che ha sempre un po’ di affanno in più  nel fare quelle quattro scale…Mi sto preparando al distacco in modo graduale,parlando con lei, coccolandola, ascoltando per l’ennesima volta i suoi racconti che so a memoria…Mi sembra impossibile che si sia ridotta così, lei che era così energica…

Bah certe volte vorrei che fosse eterna, per continuare a provare  quel senso di famiglia che mi riscalda l’anima quando la vedo e… altre volte….quando la trovo così stanca, consumata, mi chiedo:”Ma non è meglio se se ne andasse…”  Madonna che ambivalenza..!

E che brutta cosa invecchiare. Da giovane non sai a chi dare i resti, i figli, il lavoro, il mutuo,le bollette, insomma tutto quel gran rimbalzare da una parte all’altra…, sempre con l’orologio che corre e i minuti contati  e poi…..ti ritrovi a sentire radio Maria come momento di grande svago.

Io spero di…non di morire giovane, di…insomma di mantenermi bene e poi … e poi chi se ne frega! Voglio godermi la vita, voglio godermi i miei affetti .Ho tanto dentro ancora da esprimere. Io sono una creativa repressa, me l’ha detto pure quell’astrologa, quella volta,,,,Appena posso sparisco dalla scuola e voglio fare tutto quello che non ho potuto fin qui: viaggiare, fare musica, dipingere..C’è quell’annuncio sulla filodrammatica della parrocchia…, tutti principianti….chissà, mi voglio informare….certo, tre sere alla settimana sono troppe, e chi resiste…magari ora che i gemelli sono più gra. ….

BRRRUUUMMMMMM!

Eccheeee’’’’’Un bolide mi  sorpassa a velocità impressionante e sfreccia via.

”Questo è deficiente ! tutti montati questi qui coi SUV !!! Chissà se le pagano poi le tasse   ”  borbotto acida  e mi riimmergo nelle mie fantasticherie.

Si, tre sere non ce la faccio; quando finisce il coro, magari…Però mi piace tanto cantare e poi sono persone veramente gradevoli….

“Ma..che diavolo fa questo!”

QUEL Suv  sta davanti a me in corsia centrale e procede a 100 all’ora.

Maligna, spero che stia per finire  la benzina e sogghignando,  forte del mio pieno, con uno scatto da  “ la vendetta dell’utilitaria” premo l’acceleratore  a tavoletta e sorpasso.Tiè!

Ahh! Queste sono soddisfazioni…

Ora fa proprio caldo,Abbasso tutti i finestrini e alzo il volume. Mina duetta con cocciante. Certo Mina è sempre Mina. Peccato che non si faccia più vedere in TV, la tigre..

BRRRUUUMMMM

Mi ha risorpassato! Ha osato risorpassarmi il deficiente!!!! Adesso gli faccio vedere io.Questi  dei Suv sono tutti palloni gonfiati prepotenti.

Accelero e mi sposto fulminea sulla sinistra e quando sono affiancata al bestione nero lancio  un’occhiata di traverso al guidatore ( unica vendetta che mi posso permettere).

Per poco non mi piglia un colpo!....

Il cuore  mi accelera , non connetto…rientro a destra e i miei neuroni sono tutti scompigliati nella scatola cranica. Sono così emozionata che….Come mi ha guardato…Due dardi luminosi… ! Possono gli occhi scuri essere velluto che però lampeggia  … ????Pare proprio di si…Com’è che gli uomini con la maturità, con qualche capello bianco diventano più belli, attraenti?? Noi donne…invece…

Hai capito il “deficiente” col Suv…...

Eccolo di nuovo alla mia sinistra,e mentre mi affianca  mi fissa di nuovo, intenso, così…invitante, sorride dolce e sfrontato insieme,  virilità e fragilità mischiate, io non so……come si fa a resistergli….

Dopo altri due sorpassi ,con relative, inequivocabili, occhiate incendiarie da parte del Moro del Suv decido che mi fermerò a prendermi un ricco caffè.

Esco , cerco un parcheggio lontano dall’ingresso nella vana speranza di dribblare, nell’ordine, il venditore di orologi d’occasione (vedi rubati),il venditore di C.D e D.V.D.( sempre taroccati), e il venditore di calzini da uomo.Lo so che a Sud ci sono tanti disperati, ma alla fine mi sento impotente e…cerco di nascondermi alla loro presenza che mi rimprovera…..

Mi metto in fila alla cassa –c’è un intero pullmann di  toscani vocianti e ridanciani, un nugolo di allegroni che mi dà proprio sui nervi-, chissà  se un piccolo cornettino me lo posso permettere, oggi è domenica, o forse è meglio desistere, data la ciccia diffusa ovunque tranne che …nelle zone alte, dove sarebbe mooolto gradita..

“Salve!Mi permette di offrilrle un caffè? “

Ma…E’LUI….!!!Lo dico io che quelli coi  Suv  sono brutta gente.

Però che melodia , ragazzi. Questo oltre agli occhi pure la voce c’ha vellutata.!!!

Adesso che faccio?!

Il cuore sta saltando come quando, in palestra, devi zompettare su e giù dallo step., roba da stendere un pugile allenato….

Mi giro. La distanza ravvicinata aggrava il mio stato confusionale: è un profumo di maschio..pardon, volevo dire di muschio….Mi controllo ,dissimulo, o almeno ci provo, mie reali emozioni e rispondo  con ostentata fermezza e tono sostenuto :

“No, grazie”.

Oddio! Eccomi emozionata e galvanizzata  come un’adolescente vicino al ragazzino per cui ha una cotta...

 “ Mi dica di sì, solo un caffè, non sono pericoloso, mi creda”

“Lo sei, lo sei, tu non te ne rendi conto ma sei  mooolto pericoloso”pensa subito la parte di me  imbranata e timida.

Dopo mezzo secondo subentra un’altra ancora, audace e impavida:

”Ma bevitene quindici di tazze di caffè con questo Banderas qui.Ma che aspetti ? Hai paura che ti mangi, povero cappuccetto rosso?”

Mentre subisco , come sempre, del resto, le vessazioni della mia personalità multipla che si agita al mio interno in lotte accanite per la presa del potere, mi rendo conto che nel sottofondo delle loro esternazioni tutte e tre le Laure in gioco sono d’accordo su un punto: mi piace proprio!

Lo guardo e.mi godo quel luccichio speciale- è proprio vero che gli occhi sono lo specchio dell’anima-; una parte di me sta passando un dito sulle sue guance ben sbarbate mentre l’altra mano sta già dietro la sua nuca ad arruffargi i capelli  un po’ lunghi; e quelle mani grandi che ha incrociato davanti al cuore, quasi a garantire  la  sincerità delle sue intenzioni e le  spalle larghe ,…il petto ampio, che sembra mi stia invitando :”Appoggiati pure, qui sei al sicuro, piccola”.

Ossignore ma che vado pensando,sono proprio una donna poco seria!

Prima di pensare a difendermi da quell’accusa fondatissima, sento la mia voce che scavalca tutto e dice: “Va bene, vada per il caffè , ma  solo  cinque minuti perché ho fretta.”

Il dado è tratto,e non posso più tornare indietro..

“Vede”, esordisce  lui appena accomodati ad un tavolo con i due espressi davanti ”io non sono solito fermare donne che non conosco, glielo posso assicurare, ma….con lei è successa una cosa strana.Io l’ho sorpassata due o tre volte , ma lei non si è accorta di niente …era così presa dai suoi pensieri, aveva un’aria così assorta che…aveva un sorriso …si vedeva che pensava a qualcosa …insomma, mi ha talmente colpito che non ho potuto frenare la tentazione di… fermarla, non potevo  lasciarla andare  senza…e così… eccomi qui. Oh, ma non mi sono nemmeno presentato : Diego Antonacci, vivo a Roma, faccio l’avvocato e…a volte segui i miei impulsi, anche se irrazionali. Non mi sono mai pentito. Del resto, che diceva Oscar Wilde ? il miglior modo di vincere una tentazione è cedere ad essa“

“Che paravento” penso divertita

La sua  mano destra tesa  e quel sorriso che gli si irradia  sul viso mi  fanno tenerezza:sorrido anch’io e…decido di stare completamente al gioco…

Gli stringo la mano, sfodero l’ aria più maliarda che riesco a scovare dal mio repertorio:

“ Laura Del Monte, piacere”

“Lo sa perché mi piace fare l’avvocato?Perchè è una professione nella quale  la relatività del punto di vista esce fuori in tutta la sua portata: esiste La Verità, ma Le Verità degli individui.Il cliente è innocente? O.K.Lo dimostro. Il cliente è colpevole ma devo dimostrare che è innocente? Provo a dimostrarlo .Ovviamente facendo salva la moralità e l’etica professionale.Lo conosce il film Rashomon?

“ Che chiacchierone, non si ferma neanche per prendere fiato , è proprio un avvocato…”

,“Allora”, mi chiede lui passando al tu, e deviando la conversazione dai massimi sistemi al personale  “dove stai andando?”

“ Bella domanda. C’è qualcuno a questo mondo che sa davvero dove sta andando???”

Adesso la facevo io la filosofa, e lo tenevo un po’ sulla corda per farlo incuriosire.

“Sai, è da quando sono nata che me lo chiedo.Ma in realtà non lo so…Andare vado, procedo lungo una linea tracciata dagli altri, per carità anche da me, sono contenta della mia vita ma.. a volte ….a volte mi chiedo se  la direzione è giusta o meglio, la direzione sono sicura che è giusta, ma … non so forse  dovrei fare qualche digressione dal tragitto, per scoprire  altri posti, altre atmosfere…altri uomini… ”

“ Perché, quello che hai non ti basta? Intendo dire… l’uomo”

“Oddio…è un marito e un padre affettuoso…”

“Ma?”

“ Ma… è non so…è troppo preso dal suo lavoro…per carità, lo capisco. Il lavoro è una dimensione importante…, però….lo vorrei più presente…più partecipe…a volte c’è ma non c’è: ecco.Oggi ad esempio è domenica, poteva accompagnarmi a Napoli… . e invece …”

“Senti . Devo farti una confessione. Quando ti ho superato la prima volta ho provato un forte impulso di fermarti e stare un po’ con te…Eri così bella, assorta.E’ come se ti avessi visto per la prima volta…. E’ stato più forte di me …

“Ma dai…piantala di fare lo scemo e piuttosto dimmi dove hai preso quella macchina”.Cerco di fare la dura, la razionale, quella che sta coi piedi per terra, come al solito, ma in realtà sono super-lusingata dai suoi apprezzamenti, dal suo tono avvolgente. Chi l’ha detto che dopo tanti anni di matrimonio si diventa come fratello e sorella?????

“Doveva essere una sorpresa. Avevo pensato di raggiungerti da tua madre  a Napoli e invitarti a fare una gita in costiera amalfitana, Ravello, Positano. Proprio come venti anni fa”

“Ventuno”. Lo so, sono bisbetica, ma sugli anniversari non transigo!E poi voglio tenerlo un ancora un po’ sulla corda.

“La solita precisetti”

“Il solito distratto”.Il tono è dispettoso ma sto già   sorridendo.

Gli sistemo il collo della camicia e lo guardo fisso.

E’ stato proprio carino a volermi fare questa sorpresa…

“E’ che per me la nostra vita è stato un eterno viaggio di nozze, lo sai no?!”

Che dolce!!! Trova sempre la frase giusta al momento giusto….Ma non voglio cedere e lo punzecchio ancora.

“  Un po’banale, a dire il vero.

Pertanto  , caro il mio Avvocato, veda di  inventarsi un’arringa convincente , se vuole che Questa Corte assolva l’imputato : come Lei sa il reato di confusione su data matrimonio è gravissimo …, e c’è pure l’aggravante della recidiva…se Lei ben ricorda…”

Mi piace quando faccio la iena.

Mentre le parole fluttuano la mia mano percorre il suo braccio e si ferma sul ginocchio: gesto di intimità mista a possesso che non posso trattenere.

Ormai ci sorridiamo, complici .Stiamo entrambi pensando la stessa cosa…

“Dai andiamo , che poi ho voglia di stare un po’ da solo con te”

Ecco, lo vedi, penso ridendo tra me mentre risalgo in macchina, con l’avvocato ci casco sempre. Siii…viaggiare….”


Scrivere per professione

Scrivere per professione - Agapantos Editore

Le storie sono intorno a noi, ci vengono incontro e ci parlano quando siamo sull’autobus, al mercato, al lavoro. In tutto il mondo i ghostwriter aiutano la gente a raccontare storie. Lo fanno per mestiere perché sono giornalisti, scrittori affermati, autori emergenti, che lavorano nell’ombra affiancando chi vuole provare l’emozione straordinaria di scrivere e firmare un libro. Per questo, se hai una storia da raccontare, noi possiamo imprestarti la penna migliore.